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The Meaning of 1918

Data:

29/11/2018


The Meaning of 1918

In occasione del centenario dalla conclusione della Grande Guerra, il gruppo EUNIC di Helsinki e l’Università di Turku hanno organizzato il convegno "The Meaning of 1918" con oltre quindici relatori provenienti da altrettanti Paesi dell’Unione Europea per ricordare e fare un bilancio degli eventi di quel tragico conflitto. I relatori italiani sono Giacomo Bollini e Alessandro Salvador. Funge da moderatore il prof. Vesa Vares.

Sede: Università di Turku, Educarium Building, Assistentinkatu 5, 20014 Turku

 

Intervento Alessandro Salvador Keynote speaker

10:15–11:00 “1918: una vera svolta nella storia europea?”

Il 1918 segna la fine della Grande Guerra e degli Imperi Centrali che l’avevano dichiarata. Il crollo dell'Impero austro-ungarico e i radicali cambiamenti politici in Germania, insieme alla rivoluzione russa di un anno prima, modificarono la mappa geografica e politica dell'Europa centrale e orientale.

Inoltre, la guerra innescò processi che colpirono profondamente i paesi vincitori, le cui società entrarono in un periodo di grandi cambiamenti, ma anche di dura crisi. Allo stesso tempo, la violenza non si fermò nel 1918. Le rivoluzioni e i conflitti locali, di cui il più importante fu la guerra civile russa, continuarono per anni e possono essere interpretati come un proseguimento della guerra stessa, anche se su scala minore e regionale.

Mentre il 1918 fu indiscutibilmente un punto di svolta nella storia europea, esso tuttavia rappresentò anche un momento di transizione per processi che iniziarono nel 1914 e riemersero e si conclusero negli anni venti, trenta o anche con la seconda guerra mondiale. Questa riflessione sul significato del 1918 per la storia europea tenterà di mettere in prospettiva i diversi modi in cui l'ultimo anno della guerra può rappresentare un punto di svolta o una semplice transizione.

Questa riflessione terrà conto degli studi e delle ricerche più recenti sui processi a breve e medio termine innescati dalla prima guerra mondiale e dalle sue conseguenze.

 

Intervento Giacomo Bollini

12:15–12:35 “1918. L’Italia dalla grande paura alla vittoria mutilata” 

Il 1918 può dirsi per l’Italia un anno a tutto tondo durante il primo conflitto mondiale, un anno che si apre ancora cupo per gli ultimi strascichi della grande paura derivata dal crollo del fronte dell’Isonzo a seguito della sconfitta di Caporetto. Nessuno, dai politici alle alte sfere militari, dai semplici soldati in trincea agli austriaci stessi, è sicuro che la nuova linea di difesa fra il Massiccio del Monte Grappa e il corso del fiume Piave possa rivelarsi l’argine definitivo alla travolgente avanzata degli austro-tedeschi verso il cuore della Pianura Padana innescatasi il 24 ottobre 1917.

La grande paura durerà fino a giugno, con la battaglia del Solstizio, vero e proprio canto del cigno, ultima titanica fatica dell’agonizzante esercito imperiale regio. L’Italia in questo 1918 tornerà all’offensiva, dopo tre anni ininterrotti di sanguinosissimi attacchi solo a fine ottobre, nella fatidica battaglia di Vittorio Veneto che non sarà nient’altro che una spallata ad una struttura ormai dall’equilibrio precario. Dalla vittoria sul campo di battaglia alla celebrazione del mito, dal culto dei caduti al fallimento politico del governo al tavolo della pace di Versailles: l’Italia correva spedita sui binari di un anno chiave della propria storia, il 1919, cantiere di rivoluzioni e della futura dittatura fascista.

Informazioni

Data: Gio 29 Nov 2018

Orario: Dalle 10:00 alle 18:00

Organizzato da : EUNIC Helsinki

In collaborazione con : IIC Helsinki

Ingresso : Libero


Luogo:

Università di Turku

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